Perché sì.

5 giugno 2005

I referenda, queste bestie strane. In passato siamo stati chiamati a esprimerci sulle tematiche più svariate, dalla legge elettorale alla chiusura di Ministeri, dall´abbandono del nucleare al divorzio, dal numero delle televisioni di Berlusconi all´aborto: insomma, qualche questione importante e molte che sarebbero state meglio in Parlamento, evitandoci di andare in cabina con una mazzetta di schede che copriva tutti i colori dello spettro visibile.
Ma il 12 e 13 Giugno dobbiamo esprimerci su due questioni molto molto importanti: la fecondazione assistita e la libertà di ricerca scientifica. La scelta che prenderemo influenzerà la vita di tutti noi, direttamente o indirettamente.
I quesiti sono quattro.
Il primo vuole abrogare le limitazioni alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni. In pratica: in Italia ci sono trentamila (30000) embrioni congelati, destinati all´eliminazione. Se vincerà il sì, potranno essere utilizzati per gli studi sulle cellule staminali. Si parla della cura di malattie come i morbi di Parkinson e Alzheimer, per dirne due famose.
Il secondo riguarda la salute della donna e la libertà terapeutica e di scelta. Se vince il sì cadrà il divieto di congelamento degli embrioni in eccesso, evitando alla donna di dover ripetere trattamenti potenzialmente dannosi alla salute e riducendo il rischio di parti trigemellari, favoriti dall´attuale obbligo di impianto di tutti gli embrioni.
Inoltre cadrà il divieto della diagnosi preimpianto e sarà consentito a tutti l´accesso alla fecondazione assistita. Notate la contraddizione: è vietata la diagnosi preimpianto, ma se effettivamente il nascituro si dimostra affetto da malattie genetiche in gravidanza, si può abortire.
Il terzo quesito riguarda l´assurda equivalenza introdotta dalla legge 40, che mette sullo stesso piano un ovulo fecondato e un individuo adulto. Già, l´articolo di legge da abrogare stabilisce che un ovulo fecondato abbia gli stessi diritti di qualunque cittadino. Poi (vedi sopra) li perde diventando feto, visto che l´aborto terapeutico è consentito.
Il quarto e ultimo quesito riguarda la fecondazione eterologa, cioè la fecondazione effettuata con un seme od un ovulo esterno alla coppia. La legge attuale vieta alle persone sterili di accedere alla fecondazione assistita. La vittoria del sì cancellerà questa discriminazione.
Come vedete le questioni sul tavolo sono diverse, ma il cuore di tutto è l´assimilazione di un embrione, cioè di un ovulo fecondato ad una persona. A prescindere dal fatto che la cosa non sta in piedi giuridicamente, si abbia il coraggio di aprire un intenso dibattito su quello che è davvero una persona, a partire dalla strage di innocenti spermatozoi che tutti noi maschietti pratichiamo. Questa legge costringe la donna all´aborto per preservare i diritti dell´embrione, ma solo finché è tale: in gravidanza affari suoi.
Come ben sapete la macchina della Chiesa è già attiva da tempo per convincerci a stare a casa, sfruttando l´antidemocratico meccanismo del quorum: se non vota la metà più uno dei cittadini il referendum non è valido. Quindi, considerando la fisiologica astensione del 20-30%, ci si trova in una situazione in cui una minoranza impone la propria posizione con l´astensione.
Credo che invece tutti abbiano il dovere di dire la propria su temi così importanti, e di andare a votare, quale che sia la loro posizione. Questi referendum decidono del nostro futuro. Decidono sulla salute e sulla vita di tante persone. Decidono se l´Italia è condannata a diventare un paese sempre più vecchio, con sempre meno giovani. Decidono sulla salute delle donne, sui diritti conquistati nel passato, perché se non vince il sì, sarà logico aspettarsi un intervento sulla legge relativa all´aborto, antitetica rispetto alla 40.
Sto parlando nel pieno rispetto delle convinzioni morali di tutti, ma mi sento di dire ai sostenitori dell´astensione: non imponete agli altri la vostra visione della vita. Ritenete la fecondazione assistita immorale? Non ve ne servirete.
Ritengo utile la lettura di questa intervista al Dott. Veronesi.
Manca una settimana. Parlate con i vostri amici, scrivete loro, mandategli degli SMS, ma fateli andare a votare. Signori, è importante.
Il 12 e 13 Giugno andiamo a votare. Per noi stessi. Per i nostri cari. Per le ragazze e i ragazzi che ancora non sono nati.

4 commenti a “Perché sì.”

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