Archivio di gennaio 2007

Zittire il silenzio dell’informazione

9 gennaio 2007 | Nessun commento »

Come è giusto, sono state numerose ed indignate le reazioni in Rete al Decreto Gentiloni, che, pur ammantato dal mistero, si è scoperto essere il decreto attuativo di una legge approvata dalla passata legislatura. E fuori dalla rete? Applausi.

È gravissimo che l’opinione pubblica non abbia avuto un’informazione completa sui rischi che comporta la messa in atto di queste norme: stiamo assistendo alla nascita della censura di Internet. Se oggi si applica ai siti di gioco d’azzardo e pedopornografici, domani potrebbe arrivare a quelli personali e a quelli politici, imponendo una nuova barriera alla libertà di informazione dei cittadini italiani, che già ora, per la natura del giornalismo tricolore, non è delle migliori al mondo.
E dire che perfino il ministro Gentiloni, il 16 dicembre, sembrava d’accordo su quanto vado sostenendo.

Mi chiedo – e chiedo a tutti coloro che condividono con me questa preoccupazione – se non sia opportuno organizzarci in qualche modo per informare in maniera comprensibile e completa i cittadini, i politici, i media tradizionali.
Attendo i vostri pareri.

Leggete anche le riflessioni di:
ManteBlog
Dario Denni
Near a tree
Giulio Boresa
Dr. Stupid
Kenzo

Prove Tecniche di Censura

4 gennaio 2007 | Un commento »

Come previsto, cominciamo. Il Ministro Gentiloni ha promosso un decreto che obbliga gli Internet Provider ad “oscurare” i siti contenenti materiale pedopornografico segnalati dalla Polizia postale. Fin qui l’uomo della strada può essere contento.

Il provvedimento merita però qualche riflessione in più. Cosa succede a questi siti? Vengono chiusi? No, restano dove sono. Semplicemente non sono raggiungibili direttamente da una connessione italiana. L’ostacolo si può aggirare semplicemente attraverso l’uso di un proxy. In che modo il provvedimento danneggia i criminali? Limitandone il mercato in Italia: sicuramente un danno, ma non tale da portare lor signori a chiudere baracca e darsi alle opere di bene.

Un provvedimento di questo tipo va ad unirsi alla pratica dei Monopoli di Stato, che ormai da tempo impongono l’oscuramento dei Casinò on-line. Di fatto il Governo decide che gli Italiani non possono accedere a determinati siti. Proprio come in Cina. Naturalmente qui è qualcosa di circoscritto, ma imporre ai provider la costituzione di un sistema che consenta allo Stato di poter oscurare un sito in poche ore è qualcosa che fa temere per le libertà democratiche, oltre ad essere poco efficace ai fini che si propone.
Molti stanno sollevando perplessità di natura tecnica: il trattamento di indirizzi dinamici o di indirizzi che offrono accesso a più siti causerà l’oscuramento di contenuti che non avranno nulla a che fare col materiale incriminato.

Si perseguano le attività illecite, si chiudano fisicamente i siti che le ospitano e si processino i responsabili, si intensifichi la collaborazione con le polizie degli altri stati, ma non si usi la scusa della lotta contro un crimine odioso per trasformare lo Stato in un genitore che decide cosa è bene e cosa è male per i propri cittadini.