V-Day

10 settembre 2007

No, non ci sono andato. Pur con tutta la simpatia per Beppe e per lo spirito dell’iniziativa, cioè rinnovare la classe dirigente con persone oneste e scelte direttamente dagli elettori e non dalle segreterie dei partiti.

Non ho firmato la proposta di legge d’iniziativa popolare perché dopo averne letto il testo (trovato con fatica) l’ho ritenuta non abbastanza garantista e forse un tantino demagogica: non è pensabile sospendere i diritti di eleggibilità di un cittadino che aspetta ancora il secondo o il terzo grado di giudizio, specialmente con la tempistica del nostro sistema giudiziario; limitare a due le legislature a cui può partecipare un eletto, proprio come se fosse un sindaco o un presidente, mi pare eccessivo e rischia di tagliare fuori dalle assemblee parlamentari persone valide e di esperienza, anche se è sensato pensare di introdurre un limite per evitare di vedere sempre le solite facce.

La manifestazione è stata un successo e la proposta di legge arriverà in Parlamento. È facile che non passi, come tutte le proposte di legge di iniziativa popolare, ma l’effetto mediatico imporrà ai partiti di dare un qualche tipo di risposta ad un disagio così efficacemente manifestato.

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