Archivio di febbraio 2008

Sicilia

24 febbraio 2008 | 2 commenti »

Peccato. Un duello tra Stefania Prestigiacomo e Anna Finocchiaro avrebbe garantito alla Regione un governo serio, indipendentemente dal risultato.

Cloverfield

22 febbraio 2008 | 4 commenti »

SPOILER ALERT: seguiranno pensieri sul film in oggetto, e parti della trama potrebbero essere svelate. Proseguite a vostro rischio.
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Soli, ma anche no.

15 febbraio 2008 | Nessun commento »

Liberi di poter finalmente non mediare parole, non attenuare cambiamenti possibili, non rinunciare a ciò che si crede giusto.

Guardiamo negli occhi l’Italia e le diciamo: comincia un tempo nuovo.

Così diceva Walter Veltroni domenica scorsa, a proposito della scelta del Partito Democratico di correre da solo. Una scelta consentita dalla sconfitta annunciata, che gli dava la possibilità di rimontare e di rivoluzionare l’intero sistema partitico, mettendo il Paese sulla via del bipartitismo. È stato un discorso alto quello di domenica, condivisibile da molti, non solo dal tradizionale elettorato di sinistra.

Purtroppo il buon proposito è durato poco, il PD va al voto col partito di Di Pietro, che sul suo sito sfoggia un programma giustizial-populista (o popul-giustizialista, se preferite). Dov’è finito il coraggio di domenica? Dov’è la volontà di fare piazza pulita di partiti e partitini personalistici con percentuali da prefisso telefonico, mine vaganti che hanno condizionato qualunque governo riducendolo all’immobilismo?

Per qualche momento ho anche pensato che forse poteva essere il caso di dare fiducia a questo signor Veltroni e ai suoi buoni propositi. Peccato siano durati così poco.

Sia chiaro a tutti.

9 febbraio 2008 | 2 commenti »

O me o Mastella.

Alfredo

1 febbraio 2008 | Nessun commento »

Sto lentamente assimilando Amen, il corposo album dei Baustelle (18 tracce).

Al primo ascolto mi ha colpito particolarmente ‘Alfredo‘. Il pezzo si riferisce al piccolo Alfredo Rampi, la cui misteriosa tragedia fu il primo grande evento mediatico coperto in diretta dalla televisione italiana. Tutto il Paese si strinse commosso attorno ai teleschermi per seguire l’evolversi della vicenda. La canzone dei Baustelle è una polaroid di quell’Italia dell’81.

Pelle d’oca.