Correva l’anno 1988 quando LucasArts (all’epoca Lucasfilm Games) pubblicava per Commodore64 l’epico Zak McKracken and the alien mindbenders, seconda avventura grafica dopo Maniac Mansion a girare sul motore SCUMM, che tante gioie ci ha regalato con la saga di Monkey Island, Indiana Jones, The Digg, …
Il ricordo che ho è di lunghe sere passate davanti allo schermo del computer (che all’epoca era il TV) ad addentrarmi nei meandri di una storia che altro non era che una peregrinazione umoristica attraverso i grandi misteri della storia del mondo. E vi parlo di roba a 16 colori, con il personaggio che sembrava assemblato coi LEGO.
Rievoco questi dolci ricordi perché un manipolo di valorosi tedeschi, fan del gioco, ha pubblicato il suo seguito, lo scorso 18 Aprile: Zak McKracken – Between time and space.
A dire la verità non è il primo tentativo di sequel, ma è probabilmente il più riuscito. Diversi anni di lavoro hanno portato alla realizzazione di un prodotto che dovrebbe offrire un’esperienza di gioco simile a quella di un gioco di avventura “industriale”, pur essendo un software scaricabile gratuitamente (anche se sono bene accette le donazioni). Gli screenshot lasciano ben sperare sul piano della realizzazione estetica, naturalmente l’aspetto fondamentale in un’operazione come questa è riuscire a ricreare lo spirito del gioco, che come ho accennato era molto particolare.
Il lato negativo è che è stato sviluppato con il tool Visionaire, disponibile solo per Windows. Ma per ora ce ne faremo una ragione.
Nel frattempo lo sto scaricando (quasi due Giga di torrent qui). Se per caso si rivelerà una porcata vi farò sapere.