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	<title>Commenti a: Ricordo di Padre Carlo Ruffino</title>
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	<description>Ai margini della blogosfera.</description>
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		<title>Di: Graziella</title>
		<link>http://www.jimmy2k.it/2010/01/02/ricordo-di-padre-carlo-ruffino/comment-page-1/#comment-8783</link>
		<dc:creator>Graziella</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 21:22:55 +0000</pubDate>
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		<description>Oggi abbiamo accompagnato Padre Carlo al cimitero nel suo piccolo paese natale. Carlo era stato caro amico d’infanzia di mio marito, e anche dei suoi fratelli e delle sue sorelle. Quando i matrimoni hanno allargato la famiglia, ha stretto amicizia con tutti noi.  Lo incontravamo ogni estate, e condividevamo allegre cene, canti in coro,  appassionate conversazioni. Ha unito in matrimonio i nostri figli, ha battezzato tutti i nostri nipotini e nipotine. Scherzosamente ci siamo vantati di avere “il prete di famiglia”. Nel corso di ogni festa familiare, scrupolosamente programmata per avere la sua presenza, ad un certo punto si faceva il silenzio. Padre Carlo si alzava in piedi, e declamava un poema composto sul momento, per l’occasione. Si godeva felice i meritati applausi, perché in quei versi, scritti per gioco e letizia, c’erano la sua raffinata cultura, il gusto sapiente per la metrica perfetta, la sua affettuosa sensibilità, la partecipazione sincera alla nostra gioia. Ci mancherai, Padre Carlo. La nostra prossima cerimonia avrà per tutti noi l’ombra malinconica della tua assenza. Avrà il vuoto della tua partecipe benedizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi abbiamo accompagnato Padre Carlo al cimitero nel suo piccolo paese natale. Carlo era stato caro amico d’infanzia di mio marito, e anche dei suoi fratelli e delle sue sorelle. Quando i matrimoni hanno allargato la famiglia, ha stretto amicizia con tutti noi.  Lo incontravamo ogni estate, e condividevamo allegre cene, canti in coro,  appassionate conversazioni. Ha unito in matrimonio i nostri figli, ha battezzato tutti i nostri nipotini e nipotine. Scherzosamente ci siamo vantati di avere “il prete di famiglia”. Nel corso di ogni festa familiare, scrupolosamente programmata per avere la sua presenza, ad un certo punto si faceva il silenzio. Padre Carlo si alzava in piedi, e declamava un poema composto sul momento, per l’occasione. Si godeva felice i meritati applausi, perché in quei versi, scritti per gioco e letizia, c’erano la sua raffinata cultura, il gusto sapiente per la metrica perfetta, la sua affettuosa sensibilità, la partecipazione sincera alla nostra gioia. Ci mancherai, Padre Carlo. La nostra prossima cerimonia avrà per tutti noi l’ombra malinconica della tua assenza. Avrà il vuoto della tua partecipe benedizione.</p>
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