X (Little brother) è un romanzo di Cory Doctorow, autore di fantascienza, blogger e sostenitore dei diritti civili in Rete. Il romanzo racconta l’avventura del giovane Marcus, noto in rete come w1n5ton (il protagonista di “1984”) e di un gruppo di adolescenti che reagisce agli eccessi dell’antiterrorismo americano. È un libro per ragazzi, un testo politico e un manuale divulgativo sull’utilizzo delle tecnologie che consentono a chiunque di proteggere la propria privacy on-line. Non è un testo di fantascienza: è una storia di fantasia le cui basi sono però la nostra realtà politica e tecnologica.
In Italia, tanto per fare un esempio, è vietato offrire connettività WiFi senza previa identificazione e la nostra attività on-line viene registrata e conservata per 12 mesi, quella telefonica per 24. Tutto questo è stato posto in essere in nome della lotta al terrorismo. Quello che dobbiamo chiederci è se ciò rappresenta un reale impedimento per terroristi che vogliono comunicare tra di loro e se l’entità di questo impedimento è superiore al disagio che provoca ai cittadini per bene.
Nonostante questo tipo di limitazioni esista ormai in tutto l’occidente o quasi, e nonostante ci fossero notizie precise in proposito, il 25 dicembre un terrorista ha cercato di far esplodere un aereo diretto a Detroit e nessuno se ne è accorto per tempo.
I governi occidentali pensano ora di reagire con l’acquisto di body scanner, strumenti ipercostosi che consentono di vedere sotto ai vestiti dei passaggeri al controllo aeroportuale. E nessuno dice che se un terrorista arriva in aeroporto pieno di esplosivo, l’intelligence ha già fallito, e che esploda in aria o in coda al banco sicurezza, poco cambia.
Il romanzo sicuramente piacerà ai liberali e ai tecnoentusiasti, ma andrebbe regalato a coloro che hanno meno familiarità con Internet, le nuove tecnologie e il loro valore sociale. Mi viene in mente almeno una deputata che potrebbe trarne beneficio.
Potete trovarlo in libreria o scaricarlo gratis e legalmente in lingua originale.
PS: ecco una storia che capita a fagiolo: Mikey, il “sospetto terrorista” di 8 anni (Corriere della Sera).
























e allora togliamo pure i metal detector…
I metal detector servono a rilevare gli oggetti metallici potenzialmente pericolosi: forbicine, coltelli, armi da fuoco. Se un passeggero è armato, può essere bloccato ed arrestato al banco sicurezza. Se è imbottito di esplosivo le cose sono un po’ più difficoltose, e il body scanner non risolve il problema.
ma infatti mica rileva l’esplosivo, rileva gli oggetti il body scanner, per gli esplosivi in qualche aeroporto fanno dei controlli con delle specie di tamponi
Esatto rileva gli oggetti. Nello specifico dei recenti fatti, lo si vorrebbe usare per rilevare le mutande esplosive o altre amenità simili che sono sfuggite ai normali controlli. Da cui il mio ragionamento.