McCain ha appena riconosciuto la vittoria di Barack Obama con un discorso da patriota.
Dopo otto anni di Bush, Barack Obama, un leader che incarna i più alti valori della Repubblica Americana, prenderà la guida del mondo occidentale. Sarà un buon Presidente? Non lo so, ma ne ha le potenzialità, e sono felice dell’esito di questa lunga notte.
(Illustrazione di tsevis)

Due cosine per questa giornata potenzialmente storica.
Innanzitutto, nella malaugurata ipotesi di una vittoria a sorpresa di McCain, indirò per domani sera alle 18.00 una veglia di preghiera per la salute del neopresidente, per scongiurare la sua prematura scomparsa e una presidenza Palin. Siete tutti invitati.
In secondo luogo, qualora vincesse Obama, come influirebbe 1,87m di Presidente americano sui rapporti con Silvio Berlusconi e l’Italia?
Oggi ho assistito ad un’assemblea presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova che doveva essere un momento di discussione e di illustrazione dei contenuti della legge 133 riguardanti l’Università: purtroppo è finita in comizio, partendo dai relatori che evidenziavano la loro indipendenza tacendo parti del provvedimento fondamentali per capirne gli effetti, per arrivare al docente che si è messo a parlare di lodo Alfano e separazione delle carriere in magistratura. Continua a leggere »
Il sottoscritto e Jack (con la consueta partecipazione di Milo) torneranno a chiacchierare questa sera, su RadioNation 1, a partire dalle 21.30
Chi volesse ascoltarci può farlo col player presente in questa pagina: basta fare un refresh dopo le 21.30. Se invece volete farvi i player vostri, trovate qui lo stream. Vi aspettiamo anche su irc.azzurra.org, canale #radionation1, e su Skype, nick cultodelborsello.
Vestitevi bene, che è la prima della stagione.
PS: avete notato che finalmente sono disponibili tutti i vecchi podcast? :)

Morire a 21 anni è ingiusto, tuttavia può capitare in molti modi: malattia, suicidio, incidente… Tra tutti uno dei più atroci è venire picchiati a sangue ed essere lasciati morire legati ad una staccionata, per mano di due balordi omofobi.
È quello che successe a Matthew Shepard nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 1998. Si spense oggi, dieci anni fa, il 12 ottobre 1998. Gli adepti di una Chiesa estremista sfilarono al suo funerale con cartelli che recitavano “God hates fags” ed altre espressioni dello stesso tenore. Gli assassini, anche grazie alla civiltà della famiglia della vittima, non sono stati condannati a morte, ma stanno scontando due ergastoli ciascuno.
In dieci anni gli Stati Uniti non sono stati capaci, nonostante diversi tentativi, di includere il movente omofobico tra gli “hate crime”, i crimini che hanno alla base l’odio per la diversità, sia essa di sesso, razza o religione. Il lassismo delle autorità su questi temi non può non essere interpretato come parziale giustificazione di questi atti, in America come altrove.
Ci pensavo da settimane e settimane sentendomi un po’ scemo. Oggi scopro che ero in buona compagnia

(Vignetta di Bobo Artefatti)

Ai tempi in cui la musica veniva portata in giro sulle cassette, in cui Napster e progenie dovevano ancora essere concepiti ed Apple si limitava ad occuparsi di computer, la compilation fatta in casa era qualcosa di estremamente comune.
Era una playlist, ma messa insieme in un tempo enorme, scandito dalla selezione delle canzoni, dalla ricerca delle cassette o di CD che le contenevano, dalla scelta dell’ordine, che doveva ottimizzare lo spazio disponibile sul nastro, in modo da sfruttare al massimo ogni lato, e da evitare che una canzone rimanesse tagliata a fine nastro. Roba che oggi iTunes fa da solo alla pressione di un tasto.
Era forse questa laboriosità a impreziosire il risultato.
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Il primo dispositivo basato su Android è stato presentato oggi a New York City.
Giudizio a caldo: che brutto.
E qui si sostiene Android, sia chiaro. Probabilmente questo primo hardware non gli rende pienamente giustizia, sia esteticamente che tecnicamente. I video lo mostrano meno veloce di iPhone e si nota con fastidio la mancanza del multi-touch.
Magari approfondirò e me ne innamorerò tra qualche giorno. Ma forse no.